{"id":3059,"date":"2013-08-13T17:40:08","date_gmt":"2013-08-13T16:40:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rascalscomics.com\/2025\/?p=3059"},"modified":"2026-06-19T10:13:02","modified_gmt":"2026-06-19T09:13:02","slug":"onomatopea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rascalscomics.com\/it\/onomatopea\/","title":{"rendered":"L&#8217;onomatopea"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;<strong>onomatopea<\/strong> \u00e8 una parola che imita direttamente un suono o un rumore della realt\u00e0: il verso di un animale, il fragore di un&#8217;esplosione, il ticchettio di un orologio. Nel linguaggio comune \u00e8 gi\u00e0 uno strumento espressivo potente, ma nel fumetto acquista una dimensione del tutto speciale, perch\u00e9 riproduce l&#8217;effetto sonoro non solo sul piano fonetico ma anche su quello visivo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una storia lunga quanto quella del fumetto stesso<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le onomatopee nel fumetto hanno radici profonde. Gi\u00e0 nelle prime strisce a fumetti americane di fine Ottocento, come quelle di <em>Richard Outcault<\/em> con <em>The Yellow Kid<\/em> (1895), i disegnatori cercavano modi per rendere sulla carta i suoni dell&#8217;ambiente urbano. Ma \u00e8 nei primi decenni del Novecento, con l&#8217;esplosione dei <em>comic strips<\/em> sui quotidiani, che le onomatopee cominciano ad assumere una forma grafica riconoscibile, integrandosi nella vignetta non come didascalie ma come elementi visivi a pieno titolo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/YellowKid.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"703\" src=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/YellowKid-1024x703.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-9241\" srcset=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/YellowKid-1024x703.webp 1024w, https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/YellowKid-300x206.webp 300w, https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/YellowKid-768x528.webp 768w, https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/YellowKid.webp 1354w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero salto avviene negli anni Trenta e Quaranta, con la nascita dei <strong>comic book<\/strong> e dei primi supereroi. <br>Le storie di Superman, Batman e dei loro colleghi richiedevano azione frenetica, combattimenti e inseguimenti: il linguaggio doveva farsi pi\u00f9 immediato, pi\u00f9 fisico. Le onomatopee diventano grandi, aggressive, impossibili da ignorare. <br>Parole come <strong>POW<\/strong>, <strong>ZAP<\/strong>, <strong>WHAM<\/strong> e <strong>KAPOW<\/strong> conquistano la pagina con caratteri in grassetto, bordi dentellati e colori sgargianti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/batman.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"753\" height=\"476\" src=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/batman.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-9242\" srcset=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/batman.webp 753w, https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/batman-300x190.webp 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni Sessanta, la <strong>Pop Art<\/strong> si accorse di questo fenomeno e lo elev\u00f2 a soggetto artistico: <em>Roy Lichtenstein<\/em> riprese le onomatopee e le tavole dei fumetti di guerra e sentimentali per farne tele da museo, consacrando definitivamente quella grafica sonora come forma d&#8217;arte. Paradossalmente, \u00e8 proprio grazie a questa contaminazione che il mondo si rese conto di quanto fosse sofisticato il linguaggio visivo del fumetto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Whaam.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"410\" src=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Whaam.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-9243\" srcset=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Whaam.webp 1024w, https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Whaam-300x120.webp 300w, https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Whaam-768x308.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In parallelo, in Giappone si sviluppava una tradizione autonoma e ricchissima. Il <strong>manga<\/strong> ha un sistema di onomatopee, chiamate <em>giongo<\/em> (suoni di oggetti e fenomeni) e <em>gitaigo<\/em> (suoni di stati d&#8217;animo e sensazioni), di straordinaria variet\u00e0 e complessit\u00e0, capace di rendere non solo i rumori ma anche sensazioni fisiche come il formicolio, il senso di pesantezza o il battito accelerato del cuore. Una dimensione che va ben oltre ci\u00f2 che la tradizione occidentale ha esplorato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/giongo-jojo.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"301\" src=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/giongo-jojo.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-9244\" srcset=\"https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/giongo-jojo.webp 736w, https:\/\/www.rascalscomics.com\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/giongo-jojo-300x123.webp 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come funziona graficamente<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I caratteri che compongono l&#8217;onomatopea fumettistica non vengono semplicemente scritti: vengono <strong>disegnati<\/strong>. La forma delle lettere, il loro spessore, l&#8217;inclinazione, la dimensione e persino i colori sono scelti per comunicare qualcosa, la velocit\u00e0 di un colpo, la potenza di un&#8217;esplosione, la delicatezza di un sussurro. Per questo motivo queste parole-immagine vengono definite segni <strong>fonosimbolici<\/strong>: simboli che evocano il suono attraverso la forma grafica stessa, prima ancora che il lettore le pronunci mentalmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basti pensare a una parola come <strong>BOOM<\/strong>: quando la vediamo disegnata a caratteri enormi, con bordi irregolari e linee che si irradiano come onde d&#8217;urto, non la leggiamo soltanto \u2014 la <em>sentiamo<\/em>. La grafica amplifica il significato sonoro, creando un&#8217;esperienza sinestetica unica al medium del fumetto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il peso dell&#8217;inglese<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena notare che molte onomatopee del fumetto sono di <strong>origine anglosassone<\/strong> o direttamente mutuate dall&#8217;inglese. Questo non \u00e8 casuale: il fumetto moderno si \u00e8 sviluppato soprattutto negli Stati Uniti, e il suo lessico sonoro si \u00e8 diffuso globalmente insieme alle tavole. Spesso, inoltre, l&#8217;onomatopea inglese ha un legame diretto con il verbo che descrive l&#8217;azione: <em>crash<\/em> significa sia il rumore di qualcosa che si frantuma sia l&#8217;atto stesso del fracassare; <em>splash<\/em> evoca lo sciabordio dell&#8217;acqua tanto foneticamente quanto semanticamente. Questa coincidenza tra suono della parola e significato la rende particolarmente efficace sulla pagina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Imparare a riconoscere e usare le onomatopee \u00e8 quindi un passo fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi al disegno a fumetti: esse non sono semplici decorazioni, ma <strong>elementi narrativi a tutti gli effetti<\/strong>, capaci di dare ritmo all&#8217;azione, orientare il lettore nello spazio sonoro della scena e restituire energia alle sequenze pi\u00f9 dinamiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito alcune onomatopee ricorrenti (tra parentesi il significato in lingua inglese):<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><th>Onomatopea<\/th><th>Uso e (traduzione dal termine inglese)<\/th><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Bang<\/h4>\n<\/td><td><em>Sparo (sparare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Bash,Dash<\/h4>\n<\/td><td><em>(cozzare,schiantarsi)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Bip<\/h4>\n<\/td><td><em>Suono elettronico<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Boom<\/h4>\n<\/td><td><em>Esplosione (esplodere)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Chirp,Tweet<\/h4>\n<\/td><td><em>(pigolare,cinguettare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Clang<\/h4>\n<\/td><td><em>(risuonare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Clap<\/h4>\n<\/td><td><em>Applauso (applaudire)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Craaak<\/h4>\n<\/td><td><em>Fulmine<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Crack<\/h4>\n<\/td><td><em>Rottura (spezzare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Crash<\/h4>\n<\/td><td><em>Rottura con gran frastuono (fracassare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Creak<\/h4>\n<\/td><td><em>(cigolare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Crunch,Munch<\/h4>\n<\/td><td><em>(sgranocchiare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Driiin<\/h4>\n<\/td><td><em>Squillo del telefono<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Gnam<\/h4>\n<\/td><td><em>Masticare<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Grab<\/h4>\n<\/td><td><em>Presa su un oggetto (afferrare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Growl<\/h4>\n<\/td><td><em>(ringhiare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Grrr<\/h4>\n<\/td><td><em>Collera<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Gulp<\/h4>\n<\/td><td><em>Sorpresa o spavento (deglutire)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Knock<\/h4>\n<\/td><td><em>(bussare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Plick<\/h4>\n<\/td><td><em>Gocciolio<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Purr<\/h4>\n<\/td><td><em>(fare le fusa)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Ring<\/h4>\n<\/td><td><em>Suono di campanello (suonare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Rip<\/h4>\n<\/td><td><em>(strappare,lacerare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Roar<\/h4>\n<\/td><td><em>(ruggire)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Rumble<\/h4>\n<\/td><td><em>(rombare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Sigh<\/h4>\n<\/td><td><em>Sospiro (sospirare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Skid<\/h4>\n<\/td><td><em>(scivolare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Slam<\/h4>\n<\/td><td><em>Porta che sbatte (sbattere)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Slurp<\/h4>\n<\/td><td><em>Mangiare golosamente<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Smack<\/h4>\n<\/td><td><em>Bacio (schioccare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Snap<\/h4>\n<\/td><td><em>Schiocco di dita (schioccare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Sob<\/h4>\n<\/td><td><em>(singhiozzare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Sock<\/h4>\n<\/td><td><em>Pugno (prendere a pugni)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Splash<\/h4>\n<\/td><td><em>Tuffo nell&#8217;acqua (spruzzare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Sputter<\/h4>\n<\/td><td><em>(spruzzare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Squeak<\/h4>\n<\/td><td><em>(scricchiolare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Szock<\/h4>\n<\/td><td><em>Pugnalata<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Thump,Thud<\/h4>\n<\/td><td><em>Tonfo (fare un tonfo)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Tingle<\/h4>\n<\/td><td><em>(tintinnare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Twang<\/h4>\n<\/td><td><em>(vibrare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Wooosh<\/h4>\n<\/td><td><em>Spostamento d&#8217;aria, vento<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Wrooom<\/h4>\n<\/td><td><em>Automobile a tutto gas<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Yawn<\/h4>\n<\/td><td><em>Sbadiglio (sbadigliare)<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Ziip<\/h4>\n<\/td><td><em>Sibilo<\/em><\/td><\/tr><tr><td>\n<h4 align=\"center\">Zoom<\/h4>\n<\/td><td><em>(rombare)<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come disegnare un&#8217;onomatopea<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Creare un&#8217;onomatopea efficace non significa semplicemente scrivere una parola in grande: \u00e8 un piccolo progetto grafico che richiede scelte precise su forma, colore e posizione. Ogni elemento contribuisce a far s\u00ec che il lettore non solo legga il suono, ma lo percepisca.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il lettering: la forma delle lettere<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo passo \u00e8 decidere lo stile grafico delle lettere, che deve rispecchiare la natura del suono. Un&#8217;esplosione come <strong>BOOM<\/strong> chiama caratteri larghi, massicci, con bordi irregolari o seghettati che suggeriscono l&#8217;energia che si propaga verso l&#8217;esterno. Un suono delicato come <strong>plick<\/strong> di una goccia d&#8217;acqua, al contrario, si presta a lettere sottili, tondeggianti, quasi fragili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune regole generali utili:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Suoni forti e violenti<\/strong> (esplosioni, pugni, crolli) \u2192 lettere grandi, spesse, con contorni spezzati o a fiamma.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Suoni veloci e taglienti<\/strong> (fruscii, zoomate, lame) \u2192 lettere inclinate, allungate, affusolate verso destra.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Suoni elettronici o meccanici<\/strong> (bip, driiin, bzzt) \u2192 lettere rigide, geometriche, con angoli netti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Suoni organici o soffici<\/strong> (sospiri, fusa, gocciolii) \u2192 lettere arrotondate, leggere, con tratto sottile.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste un font standard per le onomatopee: molti fumettisti le disegnano a mano libera proprio per mantenere quel carattere artigianale e unico che un carattere tipografico difficilmente restituisce.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il colore<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il colore dell&#8217;onomatopea non \u00e8 decorativo: \u00e8 semantico. Contribuisce a definire la temperatura emotiva del suono ancor prima che il lettore lo elabori consapevolmente.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Rosso e arancione<\/strong> evocano calore, violenza, urgenza \u2014 perfetti per esplosioni e colpi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Giallo<\/strong> suggerisce energia elettrica, lampi, suoni acuti e improvvisi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Blu e verde freddo<\/strong> si associano a suoni tecnologici, acqua, o atmosfere pi\u00f9 calme.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Nero su bianco<\/strong> (o viceversa) funziona per suoni neutri o per dare un effetto grafico pulito e diretto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contorno \u2014 spesso in nero o in un colore contrastante \u2014 aiuta l&#8217;onomatopea a staccarsi dallo sfondo e a imporsi nella vignetta. Alcuni disegnatori usano un doppio contorno o un&#8217;ombra per dare profondit\u00e0 e tridimensionalit\u00e0 alla parola.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le dimensioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dimensione dell&#8217;onomatopea \u00e8 proporzionale all&#8217;intensit\u00e0 del suono che rappresenta. Un colpo sordo occuper\u00e0 magari un quarto della vignetta; un sussurro appena percettibile sar\u00e0 piccolo, quasi nascosto nell&#8217;angolo. Giocare con le dimensioni \u00e8 uno dei modi pi\u00f9 immediati per controllare il ritmo della lettura: una parola enorme rallenta l&#8217;occhio e d\u00e0 peso all&#8217;istante, mentre una piccola si integra nel flusso senza interromperlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La posizione nella vignetta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dove si colloca l&#8217;onomatopea nello spazio della vignetta non \u00e8 mai casuale:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Deve trovarsi <strong>vicino alla fonte del suono<\/strong>, cos\u00ec che il lettore colleghi immediatamente il segno grafico all&#8217;azione che lo produce.<\/li>\n\n\n\n<li>Pu\u00f2 <strong>sovrapporsi parzialmente<\/strong> ai personaggi o agli sfondi, ma senza coprire elementi narrativi importanti come volti o oggetti chiave.<\/li>\n\n\n\n<li>L&#8217;<strong>angolazione<\/strong> segue spesso la direzione dell&#8217;azione: se un pugno arriva da sinistra, l&#8217;onomatopea pu\u00f2 inclinarsi verso destra come se fosse stata colpita anch&#8217;essa.<\/li>\n\n\n\n<li>In alcune tavole, l&#8217;onomatopea occupa l&#8217;intera vignetta, diventando essa stessa l&#8217;immagine. \u00c8 una scelta coraggiosa ma molto efficace per i momenti di massima intensit\u00e0 drammatica.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un consiglio finale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di disegnare, pronuncia l&#8217;onomatopea ad alta voce e chiuditi gli occhi un momento: che immagine mentale ti evoca? \u00c8 grande o piccola? Rapida o lenta? Calda o fredda? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quelle impressioni istintive sono la bussola migliore per le scelte grafiche che seguiranno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;onomatopea \u00e8 una parola che imita direttamente un suono o un rumore della realt\u00e0: il verso di un animale, il fragore di un&#8217;esplosione, il ticchettio di un orologio. 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